La marcia fu più lunga di quello che Amor aveva pensato. Lasciato l'accampamento si erano diretti verso est.
Era riuscita a calmare l'eccesso di risa solo dopo cinque minuti buoni, e si era ritrovata completamente senza fiato.
Si era messa tra Athlon e Ragul, e appena era riuscita e riprendere fiato si era rivolta ad Athlon. “Puoi indicarmi chi saranno gli elfi incursori? Ho bisogno di riconoscerli, così che quando saremo arrivati sarò già pronta a lanciare gli scudi.”
“Certo, hai ragione. E' presto detto, gli incursori che dovrai proteggere sono gli elfi che ci circondano.”
Amor si diede un'occhiata intorno. Non si era resa conto che loro quattro erano stati circondati da venticinque figure. Il resto dell'esercito era dietro di loro.
Concentrandosi lanciò piccoli tentacoli di magia verso le venticinque figure, così da poterne memorizzare le fattezze. Erano tutti molto più robusti di un elfo comune. Amor percepì la forza e la pericolosità che emanavano.
La sua ispezione venne disturbata dalla voce di Ragul.
“Stanotte il tempo non è dalla nostra parte. La luna si alzerà tra poco, e illuminerà i paraggi come se fosse giorno.”
“Già, purtroppo non c'è nemmeno un filo di nebbia. Siamo sfortunati” Athlon non sembrava poi molto sorpreso della cosa. In fondo tutto il giorno precedente il tempo era stato ottimo, e nulla lasciava presagire che ci sarebbero stati cambiamenti.
“Cosa faremo se il nemico si accorge di noi prima del previsto?” Chiese Amor un po' in pensiero.
“Improvviseremo.” Le rispose Athlon sorridendole.
Amor sentì un brivido correrle lungo la schiena.
Naaria le si avvicinò e le posò una mano sulla spalla.
Come previsto dopo circa un'ora la luna fece capolino dietro i monti a nord, proprio sulla loro sinistra, e lanciò un lungo raggio di luce sul terreno.
Amor si guardò in giro.
Stavano costeggiando un piccolo fiume, che scorreva sulla loro sinistra, ne sentiva il rumore, mentre a destra c'era una foresta di sherga , gli alberi nascondevano pericolose paludi.
Un'ombra attraversò il limitare della foresta.
Anche Athlon la doveva aver vista. “Non ti preoccupare Amor, era uno dei segugi di Anter.”
Amor tirò un sospiro di sollievo. Però la luna era veramente un fastidio.
Durante il loro scambio di battute, la lama di luce aveva continuato ad avanzare e stava per superare la foresta, entro pochi minuti l'esercito sarebbe stato investito dal fascio e sarebbe stato completamente allo scoperto.
“Forse io potrei provare a....” Non riuscì a finire la frase, perchè una chiazza di oscurità li avvolse.
Si fermarono tutti all'unisono.
Athlon e Ragul si strinsero vicino ad Amor, mentre il sibilo di spade sfoderate riempiva l'aria.
Un singulto di Naaria fece voltare Amor.
La luna era stata oscurata da nubi temporalesche.
“Com'è possibile?” Ragul sembrava aver espresso il pensiero di tutti.
“Che sia opera degli sciamani?” La domanda di Naaria rimase senza risposta.
“Amor, Amor!”
Qualcuno stava cercando di entrare in contatto mentale con lei.
Chiuse gli occhi e si concentrò, cercando di capire chi era.
“Amor!”
“Visel!?!”Amor non riusciva a crederci.
“Si sono io Amor, chi altri sennò?” La voce di Visel era scontrosa come sempre.
“Cos'è successo? Perchè mi hai contattato?”
“Me lo ha chiesto il Maestro Drevion.” Quando Visel faceva così era insopportabile.
“E' successo qualcosa? Il Maestro sta bene?” Amor cominciava a preoccuparsi. Perchè il Maestro Drevion non l'aveva contattata personalmente.
“Il maestro sta bene, ma è occupato e non poteva contattarti personalmente.”
Amor si senti ulteriormente ferita da quelle parole velenose.
“Bando alle ciance. Il Maestro sta usando una magia per coprire la vostra avanzata.”
Ora Amor aveva capito tutto.
“La luna! E' stato il Maestro Drevion!”
“E' quello che ho appena detto.” Sbuffo Visel, come se avesse a che fare con una bambina ritardata.
“Comunque il maestro vi potrà dare una copertura fino all'alba. Lui e i maghi anziani riusciranno a mantenere le nubi solo fino ad allora. Avvisa i Capitani che sono con te. Ciao”
E con quello troncò la comunicazione.
Naaria e gli altri le si erano strinti attorno rendendosi conto che stava succedendo qualcosa.
“Chi era?” Gli chiese Athlon. Doveva esserci abituato.
“Era Visel. Mi ha detto che sono stati il Maestro Drevion e i maghi anziani a coprire la luna.” Li mise a parte Amor.
Ragul scoppiò a ridere. “Vecchia volpe. Non finirà mai di stupirmi.”
“Bene, grazie a Drevion non dovremo preoccuparci di essere troppo visibili.” Athlon sembrava sollevato.