lunedì 19 marzo 2012

Capitolo quinto: Otyn (Parte seconda)

La marcia fu più lunga di quello che Amor aveva pensato. Lasciato l'accampamento si erano diretti verso est.
Era riuscita a calmare l'eccesso di risa solo dopo cinque minuti buoni, e si era ritrovata completamente senza fiato.
Si era messa tra Athlon e Ragul, e appena era riuscita e riprendere fiato si era rivolta ad Athlon. “Puoi indicarmi chi saranno gli elfi incursori? Ho bisogno di riconoscerli, così che quando saremo arrivati sarò già pronta a lanciare gli scudi.”
Certo, hai ragione. E' presto detto, gli incursori che dovrai proteggere sono gli elfi che ci circondano.”
Amor si diede un'occhiata intorno. Non si era resa conto che loro quattro erano stati circondati da venticinque figure. Il resto dell'esercito era dietro di loro.
Concentrandosi lanciò piccoli tentacoli di magia verso le venticinque figure, così da poterne memorizzare le fattezze. Erano tutti molto più robusti di un elfo comune. Amor percepì la forza e la pericolosità che emanavano.
La sua ispezione venne disturbata dalla voce di Ragul.
Stanotte il tempo non è dalla nostra parte. La luna si alzerà tra poco, e illuminerà i paraggi come se fosse giorno.”
Già, purtroppo non c'è nemmeno un filo di nebbia. Siamo sfortunati” Athlon non sembrava poi molto sorpreso della cosa. In fondo tutto il giorno precedente il tempo era stato ottimo, e nulla lasciava presagire che ci sarebbero stati cambiamenti.
Cosa faremo se il nemico si accorge di noi prima del previsto?” Chiese Amor un po' in pensiero.
Improvviseremo.” Le rispose Athlon sorridendole.
Amor sentì un brivido correrle lungo la schiena.
Naaria le si avvicinò e le posò una mano sulla spalla.
Come previsto dopo circa un'ora la luna fece capolino dietro i monti a nord, proprio sulla loro sinistra, e lanciò un lungo raggio di luce sul terreno.
Amor si guardò in giro.
Stavano costeggiando un piccolo fiume, che scorreva sulla loro sinistra, ne sentiva il rumore, mentre a destra c'era una foresta di sherga , gli alberi nascondevano pericolose paludi.
Un'ombra attraversò il limitare della foresta.
Anche Athlon la doveva aver vista. “Non ti preoccupare Amor, era uno dei segugi di Anter.”
Amor tirò un sospiro di sollievo. Però la luna era veramente un fastidio.
Durante il loro scambio di battute, la lama di luce aveva continuato ad avanzare e stava per superare la foresta, entro pochi minuti l'esercito sarebbe stato investito dal fascio e sarebbe stato completamente allo scoperto.
Forse io potrei provare a....” Non riuscì a finire la frase, perchè una chiazza di oscurità li avvolse.
Si fermarono tutti all'unisono.
Athlon e Ragul si strinsero vicino ad Amor, mentre il sibilo di spade sfoderate riempiva l'aria.
Un singulto di Naaria fece voltare Amor.
La luna era stata oscurata da nubi temporalesche.
Com'è possibile?” Ragul sembrava aver espresso il pensiero di tutti.
Che sia opera degli sciamani?” La domanda di Naaria rimase senza risposta.
Amor, Amor!”
Qualcuno stava cercando di entrare in contatto mentale con lei.
Chiuse gli occhi e si concentrò, cercando di capire chi era.
Amor!”
Visel!?!”Amor non riusciva a crederci.
Si sono io Amor, chi altri sennò?” La voce di Visel era scontrosa come sempre.
Cos'è successo? Perchè mi hai contattato?”
Me lo ha chiesto il Maestro Drevion.” Quando Visel faceva così era insopportabile.
E' successo qualcosa? Il Maestro sta bene?” Amor cominciava a preoccuparsi. Perchè il Maestro Drevion non l'aveva contattata personalmente.
Il maestro sta bene, ma è occupato e non poteva contattarti personalmente.”
Amor si senti ulteriormente ferita da quelle parole velenose.
Bando alle ciance. Il Maestro sta usando una magia per coprire la vostra avanzata.”
Ora Amor aveva capito tutto.
La luna! E' stato il Maestro Drevion!”
E' quello che ho appena detto.” Sbuffo Visel, come se avesse a che fare con una bambina ritardata.
Comunque il maestro vi potrà dare una copertura fino all'alba. Lui e i maghi anziani riusciranno a mantenere le nubi solo fino ad allora. Avvisa i Capitani che sono con te. Ciao”
E con quello troncò la comunicazione.
Naaria e gli altri le si erano strinti attorno rendendosi conto che stava succedendo qualcosa.
Chi era?” Gli chiese Athlon. Doveva esserci abituato.
Era Visel. Mi ha detto che sono stati il Maestro Drevion e i maghi anziani a coprire la luna.” Li mise a parte Amor.
Ragul scoppiò a ridere. “Vecchia volpe. Non finirà mai di stupirmi.”
Bene, grazie a Drevion non dovremo preoccuparci di essere troppo visibili.” Athlon sembrava sollevato.

lunedì 9 gennaio 2012

Capitolo quinto: Otyn (Parte prima)

Amor si trovava nella tenda di Naaria. Durante quell'ultimo giorno aveva passato molto tempo nella sua tenda, esercitandosi per riconoscere ed entrare in contatto con il tipo di magia che avevano i guaritori.
Non era stata una cosa facile, dato che quella magia era così diversa dalla sua, però al tramonto finalmente era riuscita nel suo intento. Poteva percepire se lì vicino c'erano guaritori.
Naaria le era stata vicina per tutto il tempo. Incoraggiandola.
In quel momento la stava aiutando ad indossare l'armatura di Grinaria; una lega composta da una parte di Krell, metallo molto resistente che fuoriesce dai vulcani della zona di Pandaria, e due parti di Dorianite, un minerale che non è possibile lavorare manualmente, ma solo con la magia. Questa lega è molto leggera e al contempo resistente agli attacchi fisici, ma è anche difficile da realizzare e da reperire, quindi viene utilizzata solamente dai maghi.
Era la prima volta che indossava la sua armatura.
Ogni mago veniva fornito di una di quelle armature. A differenza degli altri combattenti i maghi non erano particolarmente forti ne resistenti, per questo indossavano quelle armature per proteggersi dagli attacchi ravvicinati.
Voltandosi, Amor si vide riflessa nello specchio. Aveva i tratti e le fattezze  di un'elfa comune; capelli lunghi e castani, che le scendevano oltre le spalle, un viso ovale senza segni particolari, ciglia regolari, occhi marroni, una piccola bocca rosa. Aveva una carnagione chiara, ma le sue guance in quel momento erano colorate da un leggero rossore.
Il suo corpo, snello ma non particolarmente aitante, era avvolto nell'armatura, sembrava che le fosse stata stampata addosso, un'altra caratteristica della Grinaria, che si modella perfettamente addosso a chi la indossa, come se fosse un vestito.
“Ti dona.” Scherzò Naaria.
Amor non riusciva a parlare, l'ansia e il panico stavano di nuovo prendendo il sopravvento su di lei.
Da lì a poche ore sarebbero partiti per il luogo dove si sarebbe svolta la battaglia.
Simir, Anter e  Pain erano partiti subito dopo che Amor gli aveva svelato la sua idea.
Tutti i preparativi erano stati portati a termine.
Il drago che avrebbe protetto Amor era già stato mandato sul luogo per poter esaminare il terreno. Da quello che Amor aveva capito, era il miglior allievo di Ragul, e anche se era di dimensioni più piccole aveva comunque bisogno di spazio per potersi trasformare, all'evenienza, senza rischiare di disturbare Amor.
I guaritori sarebbero partiti appena tutti i feriti della battaglia precedente fossero stati messi al sicuro.
Purtroppo nessuno sarebbe potuto rimanere con loro, i feriti più lievi si sarebbero presi cura di quelli più gravi finchè la battaglia non fosse finita. Non potevano fare diversamente.
Naaria invece sarebbe rimasta con Amor più a lungo, per sostenerla. Su questo era stata irremovibile. Non voleva lasciarla sola in quel momento, e Amor gliene era grata.
Asplie le raggiunse un'ora dopo il tramonto.
I preparativi per la partenza erano ultimati.
Asplie avrebbe preso in consegna i guaritori e li avrebbe condotti nella caverna dove avrebbero atteso, mentre Athlon, Ragul e Mastat avrebbero portato il grosso delle forze sul terreno prescelto.
Naaria e Amor seguirono Asplie fuori dalla tenda.
“Naaria non ti preoccupare per i tuoi guaritori, ci penserò io a farli rigare dritti finchè non li raggiungerai.” Asplie sorrise a Naaria, poi si rivolse a Amor “Crediamo tutti in te. In bocca al lupo, e metticela tutta.”
Detto questo la abbraccio leggermente e corse via.
“Grazie” Sussurrò Amor, anche se era sicura che ormai Asplie non potesse più sentirla.
Mentre la stava abbracciando, le aveva infilato velocemente un pugnale nella cintura. Nessuno a parte lei si era preso la briga di darle un'arma. Amor ne fu internamente felice, la faceva sentire un pochino più sicura.
“Forza Amor, andiamo da Athlon.” Naaria la precedette e si diresse verso la parte sud dell'accampamento.
“Se ne sono già andati tutti.” Mentre sfilavano tra le tende, Amor notò che tutti i fuochi erano stati spenti, ma le tende erano state lasciate al loro posto.
“L'accampamento è completamente deserto, però Mastat ha proposto di lasciare le tende e un piccolo gruppo di persone a tenere accesi i fuochi dove dovrebbero trovarsi le sentinelle, cosicché se qualche nemico sfuggisse ad Anter o Pain, verranno ingannati temporaneamente credendoci ancora tranquilli e addormentati.” Infatti Naaria non fu sorpresa quando dopo pochi passi incontrarono due persone che tenevano acceso un fuoco.
Ormai erano arrivate al limitare dell'accampamento.
Amor si accorse che in lontananza c'era qualcosa di strano. Qualcosa oscurava completamente il paesaggio a nord. Anche se prima che sorgesse la luna sarebbe passato ancora molto tempo, Amor aveva una buona vista, ma non riusciva a capire cosa le oscurasse la visuale.
Avvicinandosi sempre di più si rese conto di cosa si trattasse.
L'esercito era schierato per la partenza.
Amor e Naaria cominciarono a sfilare tra le file di elfi che erano allineati in attesa.
Si diressero sempre più a nord.
Amor si sentiva osservata.
“Stai tranquilla, sono solo curiosi. Sono stati messi a parte del piano, capiscono quanto la tua presenza sia importante.” Naaria cercava di incoraggiarla e di non farle pesare gli sguardi che si sentiva addosso.
“Già. Spero solo di non deludere tutti, e di non dovermi macchiare del sangue di tutte queste persone.” L'ansia di Amor stava aumentando.
“Amor ne abbiamo già parlato, devi liberarti da questi pensieri, non ti sono utili, e anzi, ti distraggono.”
“Lo so, ma cerca di capirmi. Io non sono un grande mago. Questa è la prima vera battaglia che sono chiamata a combattere, e per di più ho un compito così importante e sopra le mie capacità.” Amor sentiva gli occhi riempirsi di lacrime.
“Lo so che è dura. Ma tu sei la nostra unica opportunità. Se tu non fossi stata con noi, a quest'ora saremmo in preda al panico, e davanti a noi non avremmo nessuna possibilità.” Naaria si girò lanciandole un'occhiata rassicurante. Ma non si fermò e non rallentò.
“Già, bella speranza sono per voi. Una maga mediocre, che è stata spedita via dal Palazzo dei Maghi.” Sentiva che tra poco le lacrime sarebbero traboccate.
“Amor perchè invece non provi a prendere in considerazione l'idea che Drevion ti abbia mandata con noi proprio pensando che forse un mago ci sarebbe stato utile?” Naaria stava cercando in tutte le maniere di risollevare il morale ad Amor, questo lei lo capiva.
“Già, e allora perchè non ha mandato Visel? E' molto più forte e preparato di me.” Amor si mise una mano sul punto dove il tatuaggio dei maghi le ricordava il suo status.
“Solo Drevion sa il perchè delle sue decisioni. Io purtroppo posso solo fare congetture, che in questo momento non servirebbero a nulla. Devi concentrarti sul tuo compito. Io sarò vicina a te e ti sosterrò. Prova a concentrarti solo su questo, se può aiutarti ad avere un po' più di fiducia. E ricorda le mie parole. Io credo in te, e sono sicura che ce la farai.” Naaria rallentò il passo e si mise al suo fianco.
Amor finalmente ricacciò le lacrime e alzò la testa, sfidando gli sguardi degli elfi che le si trovavano vicino.
Dopo circa dieci minuti arrivarono alla testa dell'esercito. Naaria si diresse verso Athon e Ragul.
“Eccole finalmente. Bene siamo pronti.” Ragul sembrava impaziente di partire.
“Amor vieni qui, voglio che durante la marcia tu stia tra me e Ragul, Naaria ti potrà stare dietro, e i miei ragazzi ci copriranno, la prudenza non è mai troppa. Anche se Anter e Pain stanno facendo un ottimo lavoro non è detto che qualche nemico non gli sia sfuggito.” Athon sembrava fin troppo protettivo nei confronti di Amor, e questo lei non riusciva a capirlo.
“Già, non possiamo far correre rischi alla nostra arma segreta.” Ragul le strizzo l'occhio sorridendo. Era la prima volta che lo vedeva sorridere. Durante la riunione era rimasto serio e nervoso per tutto il tempo. Amor aveva pensato che fosse perchè non avevano ancora trovato un modo per proteggere i suoi draghi.
“Spero solo di non deludere tutti voi!” Non era riuscita a trattenere quelle parole.
Ragul le si fece vicino. Incombeva sopra di lei, alto come una montagna. “Spero bene per te che tu non fallisca.” E la guardò in cagnesco.
Amor si sentì pietrificare. Se avesse fallito come sarebbe sopravvissuta a un bestione del genere?
Ragul scoppiò a ridere. Una risata forte e tonante.
Qualcosa lo colpì, e si piegò a metà.
Anter gli era apparso vicino.
“E così mi allontano per un'ora e tu ti metti a fare il gradasso con le fanciulle?”
Ragul si rialzò e si girò cercando di colpire Anter. Questi schivò il colpo e saltò dall'altra parte.
“Smettila di fuggire e affrontami!” Ringhiò Ragul.
“Piantatela!” Athlon si mise in mezzo a loro.
Amor era ancora pietrificata per ciò che le aveva detto Ragul.
Anter le scivolò vicino, schivando un altro cazzotto di Ragul. “Non dargli retta, ha poco senso dell'umorismo. Quello che ti ha detto era solo per prenderti in giro. Pessimo scherzo e per di più riuscito male, vedi che l'hai spaventata?” E nel dirlo si girò verso Ragul indicando Amor che era bianca come un cadavere.
“Amor ti chiedo scusa, non era mia intenzione.” Ragul sembrava mortificato, anche se stava continuando a guardare in cagnesco Anter.
“Siete due poveri scemi!” Li apostrofò Naaria andando vicino ad Amor, che nel frattempo si era ripresa e aveva compreso quello che era successo.
“Ora smettiamola con i giochi. Anter la strada è libera?” Athlon continuava a tenere lontani Anter e Ragul.
Amor, ormai passato lo shock, scoppio a ridere.
Athlon si girò verso di lei.
“Vedo che alla fine il pessimo scherzo di Ragul è servito a distenderti.” E sorrise a sua volta.
Amor non riusciva a riprendere fiato, era piegata in due dalle risate.
“Visto moccioso? Il mio intento era proprio questo.” Ragul scoppiò a ridere menando una pacca sulla schiena di Anter, che stavolta non riuscì a schivare.
Tossendo, Anter si avvicinò ad Athlon. “La strada è libera, potete partire.” Detto questo scomparve continuando a tossire.
“Bene, andiamo.”

domenica 8 gennaio 2012

Capitolo quarto: Legame (Parte terza)

Nella tenda ora erano presenti nuovamente tutti i capitani. Amor sedeva vicino a Naaria.
Si sentiva un pochino più tranquilla anche se l'enormità del suo compito la schiacciava ancora.
“Dobbiamo trovare assolutamente un modo per poter mandare i miei ragazzi contro quei luridi sciamani” tuonò Ragul.
“ Si ma come possiamo fare? Un gruppo di draghi non passa certo inosservato, siete un po' voluminosi.” Scherzò Anter.
“Amor sei in grado di renderli invisibili?” Mastat le pose la domanda girandosi leggermente verso di lei.
Aveva un'aria annoiata stampata su quel faccino da bambina. Sia la sua corporatura che il suo viso facevano pensare più ad un bambino che ad un' elfa adulta e letale.
Aveva lineamenti poco femminili, e portava i capelli così corti che vista da lontano sembrava proprio un maschio.
Oltre che sembrare molto più giovane di quello che era, la sua piccola statura e la sua magrezza, non facevano certo pensare che quello potesse essere il capitano degli assassini.
“No mi dispiace, l'invisibilità è una magia così potente che forse solo il Maestro Drevion in persona potrebbe provare a usarla, e comunque non su un numero così nutrito di draghi, al massimo potrebbe funzionare con due o tre.” Era circa un'ora che Amor rispondeva alle varie domande poste dai capitani sui limiti che aveva la sua magia, e in quell'ora non erano ancora riusciti a risolvere il problema di far arrivare i draghi sugli sciamani senza essere attaccati dalle viverne e quindi distratti.
“Parlatemi delle viverne, quali sono i loro punti forti e le loro debolezze?” chiese ad un tratto Amor guardando negli occhi Ragul.
“Le viverne sono le sorelle brutte e ignoranti dei draghi” Gli rispose Anter.
Ragul gli mollò un pestone su un piede, che lo fece ululare e saltellare per tutta la stanza.
“Le viverne sono lucertole giganti, hanno solo due zampe posteriori, il corpo è ricoperto di piccole squame non troppo rigide, gli artigli dei draghi possono dilaniare le loro carni facilmente. Sono di dimensioni molto inferiori al più piccolo dei miei draghi, ma comunque possono sbranare un  elfo adulto senza problemi.” Ragul sottolineò l'ultima frase fulminando con lo sguardo Anter che intanto si era portato a distanza di sicurezza da lui. “Hanno denti aguzzi, ma la cosa più pericolosa è la coda, lunga e vigorosa, che termina con una punta acuminata e velenosa. Non possono sputare fuoco, quindi sono utilizzate solo nei combattimenti ravvicinati, oppure in gran numero contro i draghi. Le viverne sono poco intelligenti e quindi uno scontro tra una viverna e un drago non dura nemmeno un minuto, però se prese in gran numero danno diversi problemi.” Ragul si guardò in giro e proseguì. “Il veleno che hanno sulla coda non è mortale, serve per immobilizzare la preda, quindi quando una viverna riesce a pungere un drago, la parte che viene colpita si paralizza.”
“Capisco. Quindi se la viverna riesce per esempio a colpire un'ala il gioco è fatto, giusto?” Amor cominciava a comprendere come potessero essere fastidiose quelle bestie.
“Si brava, hai centrato il punto.” Ragul cominciò a passeggiare nervosamente per la tenda. “Dobbiamo trovare un modo per proteggere i miei ragazzi, se riusciremo ad avventarci sugli sciamani poi tutto sarà più semplice.” Non aveva rivolto la parola a nessuno in particolare.
“Se gli sciamani vengono messi fuori combattimento poi per noi sarà facile ingaggiare battaglia. Asplie, tu porterai i tuoi arcieri sopra la grotta dove staranno nascosti i guaritori, così quando sorgerà il sole, gli avversari saranno accecati e voi potrete attaccare e sfoltire un pochino le fila nemiche.” Athlon aveva già messo a punto un buon piano, sempre presumendo che Amor sarebbe riuscita a far fuori tutti gli sciamani.
“Si, mi sembra una buona idea, e così sarò vicina a Naaria e potrò proteggerla in caso che il nemico si accorga di qualcosa.” Asplie aveva completamente abbandonato la sua aria materna.
“Ci servirà l'aiuto di tutti. Tu Simir porterai le spie che hai con te oltre la catena montuosa, e mentre noi sferriamo il nostro attacco ti occuperai di impedire loro la fuga. Quanti uomini hai a tua disposizione?” Athlon sembrava determinato a non lasciare superstiti.
“Ho dieci spie nell'accampamento, più io undici, dovremo partire presto per poter attraversare le montagne.” Simir non sembrava per niente stupito del compito che gli era stato affidato.
“Bene. Pain!” Chiamò Athlon, Pain era uscito momentaneamente dalla tenda chiamato da uno dei suoi segugi. “I tuoi hanno scoperto qualcosa?”
“Si, hanno individuato diverse vedette ed esploratori nemici.” Rispose Pain rientrando.
“Bene, digli che si occupino di tutte le vedette e gli esploratori che trovano.”
“Ho già dato l'ordine, appena finita la riunione andrò a caccia anche io.” Gli occhi di Pain divennero ancora più neri e foschi.
“Che cosa ne dici se io e i miei assassini ci uniamo a te in questa battaglia?” Chiese Mastat.
“Mi farebbe molto piacere, però voglio che venti di loro si mettano a protezione di Asplie e soprattutto di Naaria, non voglio brutte sorprese, e voglio che Asplie sia completamente concentrata sul nemico senza dover pensare ad altro.” Athlon guardò compiaciuto Mastat, sapeva che averla vicino in battaglia sarebbe stato tutt'altro che un impiccio, i suoi assassini erano letali anche in campo aperto, e sarebbero stati perfetti per proteggere i guaritori, così non avrebbe dovuto rinunciare a nessuno dei suoi ragazzi.
“Bene, ora rimane solo da stabilire come togliersi di mezzo quelle stupide viverne.” disse Anter. Lui e i suoi non avrebbero combattuto apertamente, ma avrebbero contribuito ad uccidere qualunque nemico avessero incontrato mentre perlustravano la zona.
Amor non seguiva più ciò che i capitani stavano dicendo, un dettaglio di ciò che Athlon aveva detto le era rimasto in testa. Una piccola idea stava nascendo.

sabato 7 gennaio 2012

Capitolo quarto: Legame (Parte seconda)

Amor sapeva come lanciare un scudo, e sapeva anche manipolarlo molto bene per adattarlo ai vari attacchi che potevano esserle lanciati contro, forse era l'unica cosa in cui veramente eccelleva. Ma un conto era lanciare uno scudo e proteggere se stessa, un conto proteggere un' intero schieramento.
“Di quanti elfi sarà formata la squadra di incursori?” Le parole uscivano dalla bocca di Amor in modo metallico, come se fosse un automa.
“Saranno venticinque dei più forti spadaccini. Si tratta di una squadra addestrata personalmente da Athlon, sono molto più forti e tosti dei normali spadaccini. Athlon si fa vanto della sua squadra, gli Horvat. Li ha scelti personalmente uno ad uno.”
Venticinque! Era peggio di ciò che aveva immaginato. Sarebbe stato uno sforzo immane. Avrebbe dovuto creare uno scudo per ognuno di loro, e tenerli attivi e funzionanti tutti e venticinque contemporaneamente sarebbe stato difficilissimo.
Inoltre doveva pensare ad un modo per permettere ai draghi di uccidere gli sciamani.
Di sicuro, incoraggiati dalla notizia dell'assenza di maghi nell'esercito degli elfi, gli sciamani non si sarebbero protetti contro la magia e avrebbero avuto la guardia bassa. L'unico loro pensiero potevano essere i draghi, che però sarebbero stati tenuti impegnati dalle viverne.
La mente di Amor correva frenetica. Doveva trovare un modo per far si che i draghi potessero liberarsi velocemente di quelle bestiacce e quindi dedicarsi agli sciamani.
“Avete pensato ad un modo per far arrivare i draghi dagli sciamani?” chiese, sforzandosi di mantenere un tono neutro e non lasciar trapelare il terrore che la stava invadendo.
“Purtroppo non abbiamo ancora avuto nessuna idea. Drevion su quel punto non ci ha voluto dare nessun aiuto. Ha detto che avresti trovato la soluzione a te più congeniale.”
Amor non riusciva più a stupirsi di nulla.
“Come può il Maestro Drevion chiedermi questo? Io sono solo una maga mediocre, e so poco di battaglie, incursori e draghi.” Il muro di tranquillità che Amor aveva faticosamente cercato di mantenere era crollato. Grosse lacrime le scesero lungo le guance e il panico le fece tremare tutto il corpo.
Era troppo. Non potevano chiedergli quello. Le sue mani sarebbero state sporcate dal sangue di molti elfi, perché non sarebbe mai stata in grado di fare una cosa simile. Perché Drevion la aveva messa in quella situazione?
Naaria le si fece vicina, le prese le mani e le sollevò il viso asciugandogli le lacrime con un piccolo fazzoletto.
“Amor è giunto il momento che io ti riveli che legame c'è tra te e me.”
Amor non riusciva a concentrarsi su ciò che Naaria stava dicendo, il suo cervello era completamente nel panico.
“Amor ascoltami. Guardami.” Naaria la scosse leggermente e quando Amor finalmente alzò gli occhi proseguì. “Io conoscevo tua madre molto bene.”
Quella frase lasciò interdetta Amor, il suo cervello si focalizzò sull'ultima frase pronunciata da Naaria.
La madre di Amor era morta quando lei aveva centocinquanta anni. Durante la stessa battaglia in cui era morto il padre di Naaria.
“Conobbi tua madre all'età di trentanni, me la presentò mio padre. Amor tua madre fu il mio maestro.”
Amor non poteva credere alle sue orecchie.
La madre di Amor era stata una grande guaritrice, mentre suo padre era un comune elfo senza poteri particolari.
Amor ricordava che la madre aveva avuto un' allievo, ma lei non ne parlava mai a casa, e quindi Amor non aveva mai saputo di chi si trattasse.
“Devi sapere che durante tutto il mio addestramento tua madre non ha fatto altro che parlarmi di te. Sperava tanto che tu potessi vivere una vita tranquilla e normale e infatti era molto felice nel vedere che crescendo non mostravi nessun segno di poteri particolari.” Il tono di Naaria era molto dolce, quei ricordi dovevano essere  molto felici.
“Tua madre era un' ottimo maestro e mi aiutò molto. Ho passato veramente dei momenti felici con lei, le volevo molto bene.” Amor sentiva che quello che Naaria le stava raccontando era vero.
“Poi purtroppo fummo chiamate dall'esercito. Tua madre era un'ottima guaritrice e i guaritori in quel periodo erano essenziali, per quello fui chiamata anche io, nonostante la mia giovane età.
Purtroppo nella solita battaglia in cui persi mio padre persi anche il mio maestro.” La voce di Naaria si fece triste.
“Mentre stavo inutilmente cercando di salvare mio padre un battaglione nemico arrivò nell'accampamento dove eravamo stati alloggiati noi guaritori e fecero una strage. Io non ne rimasi coinvolta perché ero rimasta nella sua tenda a piangere disperata la sua morte. Fui richiamata dalle grida che provenivano dall'accampamento dei guaritori. Uscii dalla tenda e mi precipitai verso di esso, arrivai troppo tardi, il battaglione si era già ritirato, avevano dato fuoco a tutto, ogni singola tenda bruciava, nessun guaritore riuscì a salvarsi.”
Amor conosceva bene quella storia, quando l'esercito si era reso conto di cosa era successo ormai non c'era più niente da fare, non era rimasto nemmeno un corpo da restituire ai familiari. Quella battaglia fu una disfatta totale.
“Amor, ti ho raccontato questo non per farti rivivere un dolore passato, ma per spiegarti che io credo in te. Quando ti guardo rivedo la mia maestra. Vedo lo stesso sguardo combattivo coraggioso e fiero. Non puoi arrenderti al panico. Tu puoi farcela col nostro aiuto. Troveremo insieme un modo per poter far arrivare i draghi dagli sciamani. Sono sicura che ci riusciremo.” Naaria le strinse le mani e in un gesto completamente imprevisto la attirò a se e la abbracciò forte.
“Amor anche se ti ho conosciuta da poco ti considero come la sorellina che non ho mai avuto. Ti proteggerò e ti sosterrò. Credi in te stessa e vedrai che le cose andranno bene”
Amor si sentì riscaldare dalle parole di Naaria e dal suo abbraccio, il panico lentamente stava scivolando via dalla sua mente.
“Grazie Naaria.” Riuscì a dire solo questo e ricambiò l'abbraccio.

lunedì 2 gennaio 2012

Capitolo quarto: Legame (Parte prima)

“Amor.” Una voce riverberò nella sua mente.
“Puoi interrompere la comunicazione. Abbiamo terminato.”
Amor tirò un sospiro di sollievo, sentiva che le forze la avrebbero presto abbandonata se la conversazione si fosse protratta ancora.
“Sei stata brava. Hai mantenuto una conversazione a questa distanza per più di un'ora.”
“Grazie Maestro Drevion.”
Quelle poche parole risollevarono il suo morale.
Lentamente abbassò la mano e la sfera infuocata esplose, facendo spaventare gli astanti.
“Naaria ti spiegherà il da farsi. Fidati di lei. E segui le sue istruzioni, provengono da me. Conto su di te.”
Con quelle parole enigmatiche scomparve dalla mente di Amor, senza darle il tempo di potergli chiedere spiegazioni.
Amor aprì lentamente gli occhi e vide la tenda oscillare vertiginosamente. Sentì le gambe cedere, ma forti braccia la stavano sorreggendo, e non si ritrovò distesa sul pavimento, ma bensì contro il petto muscoloso di Ragul.
Sapeva poco del capitano dei draghi. Per quasi tutti gli elfi comuni, la trasformazione che subivano i draghi era un mistero.
Amor sapeva solo, che come per tutti gli altri, la magia dei draghi e la conseguente capacità di trasformarsi a loro piacimento, era una caratteristica innata.
Ragul aveva un viso squadrato ma gradevole. Gli occhi erano di color giallo, che ricordavano molto il sole. E avevano anche lo stesso calore. Anche se non si poteva dire che era una bellezza classica, i suoi occhi non lasciavano certo indifferente l'altro sesso. E nemmeno i suoi muscoli e la sua corporatura possente.
Se Amor non avesse potuto sentire il calore del suo corpo, che penetrava anche attraverso i vestiti, avrebbe potuto pensare di essere stata sollevata da una statua di marmo.
Si guardò in giro. La sua visuale era molto più in alto del solito. Ragul superava abbondantemente i due metri di altezza.
Naaria che era lì vicina fece cenno a Ragul e lui depose delicatamente Amor su una poltroncina vicino al fuoco che riscaldava la tenda.
Asplie le fu subito vicina con una tazza fumante di Calisia, un infuso molto corroborante.
Amor lo accettò volentieri, non si era resa conto di stare tremando dal freddo, oltre che ad avere una sete pungente.
Bevve l'infuso in un unico lungo sorso.
Asplie arrivò subito a riempire la tazza.
Amor si sentiva già un pochino meglio. Si accorse che tutti nella tenda erano immobili, a parte Asplie che le ronzava intorno come una mamma apprensiva, e Naaria che stava spostando una delle grandi sedie verso la poltrona dove si trovava.
Quando si fu sistemata e seduta, la tenda si era svuotata. Erano rimaste solo lei, Naaria e Asplie, che dopo aver riempito un'altra volta la tazza di Amor si congedò.
“Drevion ti ha accennato qualcosa?” Chiese Naaria interrompendo la pace che regnava.
“Mi ha solo detto che tu mi avresti spiegato tutto. Se non ho capito male ti ha lasciato delle istruzioni per me. E mi ha anche detto di fidarmi di te, ma questo non importava che me lo dicesse. Io mi fido già di te.” E rivolse a Naaria un sorriso rassicurante.
“Ne sono felice” Le rispose Naaria. “Le cose che sto per dirti sono sicura che ti lasceranno interdetta, e che di sicuro la tua prima reazione sarà quella di non sentirti all'altezza.”
Quelle parole lasciarono in Amor molti dubbi.
“Ma prima di spiegarti che ruolo dovrai giocare nell'imminente battaglia,” Proseguì Naaria “ voglio che tu sappia che sia io che Drevion e tutti gli altri capitani contiamo su di te, e siamo sicuri della tua riuscita. Se Drevion per primo non ne fosse stato convinto non avrebbe mai proposto questo piano. Quindi prima che tu cominci anche solo a pensare che non sei adatta ricordati quello che ti ho appena detto.”
A quel punto Amor era ancora più confusa. Che ruolo poteva giocare lei, una mediocre maga contro un gruppo di sciamani?
Perché aveva intuito che tutto il problema che era sorto, ruotava completamente sulla presenza degli sciamani nell'esercito nemico, e nell'assenza di maghi nel loro esercito.
“Ora passo a spiegarti quale sarà il tuo compito.” Naaria si fece più vicina ad Amor. “Il nemico che dovrà attraversare le montagne per raggiungerci, userà un valico, lungo circa 3 chilometri e molto stretto. Tu dovrai innalzare una barriera su una squadra di incursori, così da proteggerli dagli attacchi degli sciamani nemici, e dargli il tempo di arrivare all'imboccatura del canyon, dove potranno rallentare l'avanzata dei nemici, e dovrai dare la possibilità ai draghi di neutralizzare gli sciamani.”
Amor era rimasta a bocca aperta. Non riusciva a dire nemmeno una parola.
Come aveva potuto Drevion anche solo pensare che lei sarebbe riuscita a proteggere un'intera squadra incursiva e sostenere i draghi per annientare i maghi?
Prima che Amor si potesse riprendere e potesse anche solo pensare di protestare Naaria proseguì.
“Naturalmente non sarai sola, sappiamo benissimo che non hai sufficiente potere, e nemmeno Drevion da solo avrebbe tale potere. Per questo entriamo in gioco noi guaritori.”
Amor era ancora più scioccata. E ora cosa c'entravano i guaritori? Non potevano certo combattere.
“Noi ti trasmetteremo il nostro potere.” Proseguì Naaria. “Drevion mi ha detto che ogni mago sa come poter accedere alla fonte di potere di un' altro mago. Il potere dei guaritori è molto simile a quello dei maghi, quindi con un minimo di esercizio potrai essere in grado di prelevare il potere necessario da noi. Noi saremo la tua fonte di potere, ti sosterremo.”
Amor era ancora completamente scioccata. Sapeva che in teoria quella era una cosa fattibile. Ma in pratica era un cosa molto difficile e pericolosa.
“Questa operazione richiede la mia presenza in prima linea, perché se sarò troppo lontana sprecherò inutilmente energia per mantenere lo scudo, inoltre voi non potrete essere troppo lontani, perché nello spazio che corre tra voi e me il potere andrebbe perso.” Ritrovando la parola, espresse i suoi dubbi.
“Ragul ha già pensato a come tenerti al sicuro. Ti affiderà alle cure di uno dei suoi draghi più forti, lui ti proteggerà e tu potrai concentrarti completamente sul tuo compito. Dovrai proteggere gli incursori il tempo necessario ad oltrepassare gli sciamani, che intanto saranno attaccati dai draghi” Naaria era preparata a quelle domande. “E noi saremo nascosti in una piccola caverna riparata e sicura, ma vicinissima al punto dove ti troverai. Anter aveva già spedito alcuni gruppi di esploratori in avanscoperta e ha trovato il punto adatto dove aspetteremo l'esercito nemico.”
Amor si sentiva frastornata. Drevion le aveva rovesciato sulle spalle un peso enorme. Solo in quel momento se ne rendeva conto.
I capitani stavano ponendo tutto nelle sue mani. Se avesse anche solo sbagliato un passaggio a pagarne le conseguenze sarebbero stati centinaia di elfi, che si sarebbero trovati indifesi contro gli attacchi magici del nemico.

sabato 31 dicembre 2011

Capitolo terzo: Assenza di maghi! (parte terza)

“Maestro Drevion, sono Amor la prego mi risponda. Abbiamo bisogno del vostro consiglio."Dopo un breve attimo Amor percepì una piccola spinta nella propria mente.
"Giovane Amor, eccomi qui. Dal tono del tuo appello sembra che sia una cosa veramente grave."
Il sollievo di Amor per poco non interruppe il legame.
"Sono alla presenza dei Capitani, che mi hanno chiesto di contattarvi per poter comunicare con voi."
"Hai già predisposto una fonte con cui potrò comunicare con i miei compagni?"

La voce del Maestro Drevion era forte e decisa, ma Amor capì che non aveva nessuna intenzione di aiutarla in quell'arduo compito. Sarebbe toccato a lei reggere i fili della comunicazione.
La cosa un po la impensierì. Che il Maestro la volesse mettere alla prova?
Nuovamente il sottile filo che legava la sua mente a quella del Maestro Drevion per poco non si spezzò. Amor si diede della stupida e si concentrò nuovamente. Scacciò ogni pensiero, a quelle sciocchezze avrebbe potuto pensare in seguito.
Nella tenda intanto i capitani stavano attendendo, impazienti che succedesse qualcosa. Nessuno si era reso conto della conversazione, solo Naaria si era accorta che la figura di Amor si era leggermente rilassata per poi tornare tesa, e le era spuntato un piccolo sorriso sulle labbra.
"Adesso la metto in contatto con i Capitani."
Disse Amor tornando completamente padrona della sua concentrazione.
Alzò lentamente la mano destra, rivolgendo il palmo verso la sfera che fluttuava a mezz'aria sopra il tavolo.
Con un po di esitazione il viso di Drevion apparve nella sfera. Ogni tanto l'immagine si sbiadiva e Naaria si accorse che la fronte di Amor si stava imperlando di sudore.
Anter non aspettò nemmeno un secondo e gli fece un resoconto dettagliato di quello che i suoi esploratori avevano visto e appreso.
Drevion rimase in silenzio alcuni istanti.
"Purtroppo anche partendo in questo momento non arriveremmo mai in tempo per potervi essere di aiuto." Il tono di Drevion non lasciava molte speranze. " E comunque anche se foste più vicini ci è impossibile muoverci."
Quella inattesa notizia lasciò basiti gli astanti.
Amor stava cercando di concentrarsi il più possibile sulla respirazione di Naaria, che però a quel punto non era più regolare.
"Amor!"
Riuscì a non perdere completamente la concentrazione solo grazie ad un richiamo mentale di Drevion.
Intanto i presenti nella tenda si cominciarono ad agitare.
"Cosa consigli di fare Drevion?" Chiese Mastat.
"L'unica cosa che vi può proteggere in questo momento è Amor." La frase di Drevion lasciò tutti di stucco.
Otto teste si girarono all'unisono verso quella mediocre maga, che aveva la fronte completamente madida di sudore a causa dello sforzo che le richiedeva tenere i fili di quella conversazione a distanza.
Amor sentì pronunciare il proprio nome, ma cacciò immediatamente qualunque pensiero dalla sua mente, perché ogni minuto che passava le rendeva sempre più difficile e faticoso tenere aperto quel canale di comunicazione.
"Come può una sola maga contrastare un nutrito gruppo di sciamani?" Chiese Athlon ponendo la domanda che a tutti bruciava sulla lingua.
Drevion non sembrò impensierito da quella domanda.
"Un modo c'è. Con l'aiuto dei guaritori."
Spiegò velocemente il suo piano ai Capitani e quando tutti furono persuasi che la cosa poteva funzionare, anche se con qualche rischio, Drevion si rivolse a Naaria.
"Ora sarà meglio chiedere ad Amor di interrompere questa comunicazione. La poverina sta cominciando a cedere allo sforzo. Naaria affido a te il compito di spiegarle il nostro piano e il ruolo che le sarà assegnato."
Naaria lanciò un'occhiata veloce al viso sempre più pallido di Amor. E con voce grave rispose a Drevion.
"Va bene Drevion. Mi prenderò io cura di lei."

venerdì 30 dicembre 2011

Capitolo terzo: Assenza di maghi! (parte seconda)

Amor entrò nella tenda circa dieci minuti dopo che il messaggero si era presentato alla sua tenda.
Era esitante,non era riuscita a capire il motivo di tanto trambusto a quell'ora così insolita, e inoltre non capiva cosa i capitani potessero volere da lei.
"Buonasera, mi è stato comunicato di recarmi immediatamente qui" Amor spezzò il silenzio con voce flebile.
"Ti ho fatta chiamare io, Amor. Purtroppo dobbiamo chiederti un grande favore." Naaria si alzò dalla sedia e le si fece incontro, cercando di rassicurarla.
"Se posso esservi utile ne sarò onorata e farò del mio meglio per portare a termine qualunque compito mi darete." Si sentiva nervosa e questa emozione trapelava dal tono della sua voce.
"Non essere così formale, vieni, siediti così ti potremo spiegare perché sei stata convocata qui." Asplie, come era nel suo carattere cercò di far sentire a suo agio Amor. La fece sedere e le offrì una spremuta di Bargil, un piccolo frutto triangolare di colore viola che cresceva su grandi alberi dalle foglie gialle.
Amor si sedette volentieri perché sentiva le ginocchia tremare, e accettò il bicchiere che Asplie le offriva, con gratitudine.
Amor non aveva mai avuto occasione di osservare così da vicino Asplie. Era alta e snella. Il volto a forma di cuore aveva lineamenti dolci. I suoi occhi erano di un intenso blu cobalto, sempre sorridenti e allegri. Il volto perfetto, era incorniciato da una cascata di lisci capelli biondi, che teneva legati dietro la nuca con un nastro azzurro.
Amor raccolse un po di coraggio e si rivolse a Naaria. "In cosa posso esservi utile?"
"Come avrai notato il campo è in fermento. Sono stati svegliati tutti, e allertati." A rispondere era stato Anter.
Tra tutti i presenti, Anter era l'elfo più comune dopo di le. Era di statura media, con corti capelli castani. Amor stimò che potesse avere circa quattrocento anni, Anche il viso aveva tratti completamente comuni, se messo insieme a dei semplici elfi, non si sarebbe affatto presupposto che fosse uno dei Capitani dell'esercito degli elfi.
"Una squadra dei miei esploratori è rientrata al campo meno di un'ora fa. A circa un giorno di cammino davanti a noi, un grande esercito si sta ammassando per fermare la nostra marcia." Anter gli spiegò più nel dettaglio tutto ciò che i suoi esploratori erano riusciti a scoprire sull'esercito nemico, e le spiegò perché la avevano chiamata in quella tenda.
Amor si sentì gelare e per poco non si fece sfuggire di mano il calice contenente il succo di Bargil che le aveva offerto Asplie. Per fortuna ancor prima di essersene resa conto aveva usato la magia e il calice ora fluttuava per aria tutto intero.
"Ma io non ho abbastanza potere per comunicare col Maestro Drevion, la distanza è troppo grande." E per dare più enfasi alle sue parole alzò leggermente la maglia che aveva indossato, mostrando il tatuaggio che aveva sulla pancia, che dimostrava che lei era solo una maga mediocre.
"So che per te sarà una prova ardua, ma abbiamo assoluto bisogno del tuo aiuto. Se non facciamo questo tentativo ci ritroveremo in svantaggio contro un' esercito che non potremo contrastare." Naaria le si avvicinò e le prese le mani.
Amor si sentiva schiacciata dal peso della richiesta che le avevano fatto. Come poteva lei, maga dai poteri mediocri, che era stata allontanata perfino dal Palazzo dei Maghi mentre gli altri maghi vi erano stati richiamati, effettuare una magia così complicata e comunicare con Drevion?
La stretta di Naaria si fece più forte, ma non le fece male, in quella stretta Amor percepì tutta l'aspettativa e la fiducia che Naaria riponeva in lei. Non poteva deluderla.
Si alzò e si liberò gentilmente dalla mano di Naaria, le sorrise e si rivolse ai presenti. "Va bene, facciamo questo tentativo, ce la metterò tutta."
Chiese ai capitani di stare seduti ai propri posti, e di cercare di fare meno rumore possibile, aveva bisogno di concentrarsi.
Allontanò ogni pensiero dalla mente, e cercò di richiamare a se tutto il potere che albergava dentro al suo corpo. Non era molto, ma se lo sarebbe fatto bastare.
Concentrò la sua mente sul respiro regolare di Naaria che le era rimasta vicina. Questo la aiutò a scendere in uno stato di concentrazione ancora maggiore. Il tempo e lo spazio smisero di esistere. Sentiva solamente il respiro regolare di Naaria e il suo potere che cominciava a risvegliarsi al suo richiamo.
Alzò lentamente una mano, e con il palmo aperto formò una piccola palla rotonda.
La palla cominciò a roteare davanti agli occhi dei capitani.
Fatto questo, Amor si concentrò nuovamente al massimo e proiettò i propri pensieri verso la città, verso il Palazzo dei Maghi e Drevion.
Lì per lì non ricevette risposta. La cosa la fece vacillare. Sentì vicino a se la tensione crescere.
Non poteva arrendersi dopo solo un tentativo.