Amor si trovava nella tenda di Naaria. Durante quell'ultimo giorno aveva passato molto tempo nella sua tenda, esercitandosi per riconoscere ed entrare in contatto con il tipo di magia che avevano i guaritori.
Non era stata una cosa facile, dato che quella magia era così diversa dalla sua, però al tramonto finalmente era riuscita nel suo intento. Poteva percepire se lì vicino c'erano guaritori.
Naaria le era stata vicina per tutto il tempo. Incoraggiandola.
In quel momento la stava aiutando ad indossare l'armatura di Grinaria; una lega composta da una parte di Krell, metallo molto resistente che fuoriesce dai vulcani della zona di Pandaria, e due parti di Dorianite, un minerale che non è possibile lavorare manualmente, ma solo con la magia. Questa lega è molto leggera e al contempo resistente agli attacchi fisici, ma è anche difficile da realizzare e da reperire, quindi viene utilizzata solamente dai maghi.
Era la prima volta che indossava la sua armatura.
Ogni mago veniva fornito di una di quelle armature. A differenza degli altri combattenti i maghi non erano particolarmente forti ne resistenti, per questo indossavano quelle armature per proteggersi dagli attacchi ravvicinati.
Voltandosi, Amor si vide riflessa nello specchio. Aveva i tratti e le fattezze di un'elfa comune; capelli lunghi e castani, che le scendevano oltre le spalle, un viso ovale senza segni particolari, ciglia regolari, occhi marroni, una piccola bocca rosa. Aveva una carnagione chiara, ma le sue guance in quel momento erano colorate da un leggero rossore.
Il suo corpo, snello ma non particolarmente aitante, era avvolto nell'armatura, sembrava che le fosse stata stampata addosso, un'altra caratteristica della Grinaria, che si modella perfettamente addosso a chi la indossa, come se fosse un vestito.
“Ti dona.” Scherzò Naaria.
Amor non riusciva a parlare, l'ansia e il panico stavano di nuovo prendendo il sopravvento su di lei.
Da lì a poche ore sarebbero partiti per il luogo dove si sarebbe svolta la battaglia.
Simir, Anter e Pain erano partiti subito dopo che Amor gli aveva svelato la sua idea.
Tutti i preparativi erano stati portati a termine.
Il drago che avrebbe protetto Amor era già stato mandato sul luogo per poter esaminare il terreno. Da quello che Amor aveva capito, era il miglior allievo di Ragul, e anche se era di dimensioni più piccole aveva comunque bisogno di spazio per potersi trasformare, all'evenienza, senza rischiare di disturbare Amor.
I guaritori sarebbero partiti appena tutti i feriti della battaglia precedente fossero stati messi al sicuro.
Purtroppo nessuno sarebbe potuto rimanere con loro, i feriti più lievi si sarebbero presi cura di quelli più gravi finchè la battaglia non fosse finita. Non potevano fare diversamente.
Naaria invece sarebbe rimasta con Amor più a lungo, per sostenerla. Su questo era stata irremovibile. Non voleva lasciarla sola in quel momento, e Amor gliene era grata.
Asplie le raggiunse un'ora dopo il tramonto.
I preparativi per la partenza erano ultimati.
Asplie avrebbe preso in consegna i guaritori e li avrebbe condotti nella caverna dove avrebbero atteso, mentre Athlon, Ragul e Mastat avrebbero portato il grosso delle forze sul terreno prescelto.
Naaria e Amor seguirono Asplie fuori dalla tenda.
“Naaria non ti preoccupare per i tuoi guaritori, ci penserò io a farli rigare dritti finchè non li raggiungerai.” Asplie sorrise a Naaria, poi si rivolse a Amor “Crediamo tutti in te. In bocca al lupo, e metticela tutta.”
Detto questo la abbraccio leggermente e corse via.
“Grazie” Sussurrò Amor, anche se era sicura che ormai Asplie non potesse più sentirla.
Mentre la stava abbracciando, le aveva infilato velocemente un pugnale nella cintura. Nessuno a parte lei si era preso la briga di darle un'arma. Amor ne fu internamente felice, la faceva sentire un pochino più sicura.
“Forza Amor, andiamo da Athlon.” Naaria la precedette e si diresse verso la parte sud dell'accampamento.
“Se ne sono già andati tutti.” Mentre sfilavano tra le tende, Amor notò che tutti i fuochi erano stati spenti, ma le tende erano state lasciate al loro posto.
“L'accampamento è completamente deserto, però Mastat ha proposto di lasciare le tende e un piccolo gruppo di persone a tenere accesi i fuochi dove dovrebbero trovarsi le sentinelle, cosicché se qualche nemico sfuggisse ad Anter o Pain, verranno ingannati temporaneamente credendoci ancora tranquilli e addormentati.” Infatti Naaria non fu sorpresa quando dopo pochi passi incontrarono due persone che tenevano acceso un fuoco.
Ormai erano arrivate al limitare dell'accampamento.
Amor si accorse che in lontananza c'era qualcosa di strano. Qualcosa oscurava completamente il paesaggio a nord. Anche se prima che sorgesse la luna sarebbe passato ancora molto tempo, Amor aveva una buona vista, ma non riusciva a capire cosa le oscurasse la visuale.
Avvicinandosi sempre di più si rese conto di cosa si trattasse.
L'esercito era schierato per la partenza.
Amor e Naaria cominciarono a sfilare tra le file di elfi che erano allineati in attesa.
Si diressero sempre più a nord.
Amor si sentiva osservata.
“Stai tranquilla, sono solo curiosi. Sono stati messi a parte del piano, capiscono quanto la tua presenza sia importante.” Naaria cercava di incoraggiarla e di non farle pesare gli sguardi che si sentiva addosso.
“Già. Spero solo di non deludere tutti, e di non dovermi macchiare del sangue di tutte queste persone.” L'ansia di Amor stava aumentando.
“Amor ne abbiamo già parlato, devi liberarti da questi pensieri, non ti sono utili, e anzi, ti distraggono.”
“Lo so, ma cerca di capirmi. Io non sono un grande mago. Questa è la prima vera battaglia che sono chiamata a combattere, e per di più ho un compito così importante e sopra le mie capacità.” Amor sentiva gli occhi riempirsi di lacrime.
“Lo so che è dura. Ma tu sei la nostra unica opportunità. Se tu non fossi stata con noi, a quest'ora saremmo in preda al panico, e davanti a noi non avremmo nessuna possibilità.” Naaria si girò lanciandole un'occhiata rassicurante. Ma non si fermò e non rallentò.
“Già, bella speranza sono per voi. Una maga mediocre, che è stata spedita via dal Palazzo dei Maghi.” Sentiva che tra poco le lacrime sarebbero traboccate.
“Amor perchè invece non provi a prendere in considerazione l'idea che Drevion ti abbia mandata con noi proprio pensando che forse un mago ci sarebbe stato utile?” Naaria stava cercando in tutte le maniere di risollevare il morale ad Amor, questo lei lo capiva.
“Già, e allora perchè non ha mandato Visel? E' molto più forte e preparato di me.” Amor si mise una mano sul punto dove il tatuaggio dei maghi le ricordava il suo status.
“Solo Drevion sa il perchè delle sue decisioni. Io purtroppo posso solo fare congetture, che in questo momento non servirebbero a nulla. Devi concentrarti sul tuo compito. Io sarò vicina a te e ti sosterrò. Prova a concentrarti solo su questo, se può aiutarti ad avere un po' più di fiducia. E ricorda le mie parole. Io credo in te, e sono sicura che ce la farai.” Naaria rallentò il passo e si mise al suo fianco.
Amor finalmente ricacciò le lacrime e alzò la testa, sfidando gli sguardi degli elfi che le si trovavano vicino.
Dopo circa dieci minuti arrivarono alla testa dell'esercito. Naaria si diresse verso Athon e Ragul.
“Eccole finalmente. Bene siamo pronti.” Ragul sembrava impaziente di partire.
“Amor vieni qui, voglio che durante la marcia tu stia tra me e Ragul, Naaria ti potrà stare dietro, e i miei ragazzi ci copriranno, la prudenza non è mai troppa. Anche se Anter e Pain stanno facendo un ottimo lavoro non è detto che qualche nemico non gli sia sfuggito.” Athon sembrava fin troppo protettivo nei confronti di Amor, e questo lei non riusciva a capirlo.
“Già, non possiamo far correre rischi alla nostra arma segreta.” Ragul le strizzo l'occhio sorridendo. Era la prima volta che lo vedeva sorridere. Durante la riunione era rimasto serio e nervoso per tutto il tempo. Amor aveva pensato che fosse perchè non avevano ancora trovato un modo per proteggere i suoi draghi.
“Spero solo di non deludere tutti voi!” Non era riuscita a trattenere quelle parole.
Ragul le si fece vicino. Incombeva sopra di lei, alto come una montagna. “Spero bene per te che tu non fallisca.” E la guardò in cagnesco.
Amor si sentì pietrificare. Se avesse fallito come sarebbe sopravvissuta a un bestione del genere?
Ragul scoppiò a ridere. Una risata forte e tonante.
Qualcosa lo colpì, e si piegò a metà.
Anter gli era apparso vicino.
“E così mi allontano per un'ora e tu ti metti a fare il gradasso con le fanciulle?”
Ragul si rialzò e si girò cercando di colpire Anter. Questi schivò il colpo e saltò dall'altra parte.
“Smettila di fuggire e affrontami!” Ringhiò Ragul.
“Piantatela!” Athlon si mise in mezzo a loro.
Amor era ancora pietrificata per ciò che le aveva detto Ragul.
Anter le scivolò vicino, schivando un altro cazzotto di Ragul. “Non dargli retta, ha poco senso dell'umorismo. Quello che ti ha detto era solo per prenderti in giro. Pessimo scherzo e per di più riuscito male, vedi che l'hai spaventata?” E nel dirlo si girò verso Ragul indicando Amor che era bianca come un cadavere.
“Amor ti chiedo scusa, non era mia intenzione.” Ragul sembrava mortificato, anche se stava continuando a guardare in cagnesco Anter.
“Siete due poveri scemi!” Li apostrofò Naaria andando vicino ad Amor, che nel frattempo si era ripresa e aveva compreso quello che era successo.
“Ora smettiamola con i giochi. Anter la strada è libera?” Athlon continuava a tenere lontani Anter e Ragul.
Amor, ormai passato lo shock, scoppio a ridere.
Athlon si girò verso di lei.
“Vedo che alla fine il pessimo scherzo di Ragul è servito a distenderti.” E sorrise a sua volta.
Amor non riusciva a riprendere fiato, era piegata in due dalle risate.
“Visto moccioso? Il mio intento era proprio questo.” Ragul scoppiò a ridere menando una pacca sulla schiena di Anter, che stavolta non riuscì a schivare.
Tossendo, Anter si avvicinò ad Athlon. “La strada è libera, potete partire.” Detto questo scomparve continuando a tossire.
“Bene, andiamo.”