lunedì 2 gennaio 2012

Capitolo quarto: Legame (Parte prima)

“Amor.” Una voce riverberò nella sua mente.
“Puoi interrompere la comunicazione. Abbiamo terminato.”
Amor tirò un sospiro di sollievo, sentiva che le forze la avrebbero presto abbandonata se la conversazione si fosse protratta ancora.
“Sei stata brava. Hai mantenuto una conversazione a questa distanza per più di un'ora.”
“Grazie Maestro Drevion.”
Quelle poche parole risollevarono il suo morale.
Lentamente abbassò la mano e la sfera infuocata esplose, facendo spaventare gli astanti.
“Naaria ti spiegherà il da farsi. Fidati di lei. E segui le sue istruzioni, provengono da me. Conto su di te.”
Con quelle parole enigmatiche scomparve dalla mente di Amor, senza darle il tempo di potergli chiedere spiegazioni.
Amor aprì lentamente gli occhi e vide la tenda oscillare vertiginosamente. Sentì le gambe cedere, ma forti braccia la stavano sorreggendo, e non si ritrovò distesa sul pavimento, ma bensì contro il petto muscoloso di Ragul.
Sapeva poco del capitano dei draghi. Per quasi tutti gli elfi comuni, la trasformazione che subivano i draghi era un mistero.
Amor sapeva solo, che come per tutti gli altri, la magia dei draghi e la conseguente capacità di trasformarsi a loro piacimento, era una caratteristica innata.
Ragul aveva un viso squadrato ma gradevole. Gli occhi erano di color giallo, che ricordavano molto il sole. E avevano anche lo stesso calore. Anche se non si poteva dire che era una bellezza classica, i suoi occhi non lasciavano certo indifferente l'altro sesso. E nemmeno i suoi muscoli e la sua corporatura possente.
Se Amor non avesse potuto sentire il calore del suo corpo, che penetrava anche attraverso i vestiti, avrebbe potuto pensare di essere stata sollevata da una statua di marmo.
Si guardò in giro. La sua visuale era molto più in alto del solito. Ragul superava abbondantemente i due metri di altezza.
Naaria che era lì vicina fece cenno a Ragul e lui depose delicatamente Amor su una poltroncina vicino al fuoco che riscaldava la tenda.
Asplie le fu subito vicina con una tazza fumante di Calisia, un infuso molto corroborante.
Amor lo accettò volentieri, non si era resa conto di stare tremando dal freddo, oltre che ad avere una sete pungente.
Bevve l'infuso in un unico lungo sorso.
Asplie arrivò subito a riempire la tazza.
Amor si sentiva già un pochino meglio. Si accorse che tutti nella tenda erano immobili, a parte Asplie che le ronzava intorno come una mamma apprensiva, e Naaria che stava spostando una delle grandi sedie verso la poltrona dove si trovava.
Quando si fu sistemata e seduta, la tenda si era svuotata. Erano rimaste solo lei, Naaria e Asplie, che dopo aver riempito un'altra volta la tazza di Amor si congedò.
“Drevion ti ha accennato qualcosa?” Chiese Naaria interrompendo la pace che regnava.
“Mi ha solo detto che tu mi avresti spiegato tutto. Se non ho capito male ti ha lasciato delle istruzioni per me. E mi ha anche detto di fidarmi di te, ma questo non importava che me lo dicesse. Io mi fido già di te.” E rivolse a Naaria un sorriso rassicurante.
“Ne sono felice” Le rispose Naaria. “Le cose che sto per dirti sono sicura che ti lasceranno interdetta, e che di sicuro la tua prima reazione sarà quella di non sentirti all'altezza.”
Quelle parole lasciarono in Amor molti dubbi.
“Ma prima di spiegarti che ruolo dovrai giocare nell'imminente battaglia,” Proseguì Naaria “ voglio che tu sappia che sia io che Drevion e tutti gli altri capitani contiamo su di te, e siamo sicuri della tua riuscita. Se Drevion per primo non ne fosse stato convinto non avrebbe mai proposto questo piano. Quindi prima che tu cominci anche solo a pensare che non sei adatta ricordati quello che ti ho appena detto.”
A quel punto Amor era ancora più confusa. Che ruolo poteva giocare lei, una mediocre maga contro un gruppo di sciamani?
Perché aveva intuito che tutto il problema che era sorto, ruotava completamente sulla presenza degli sciamani nell'esercito nemico, e nell'assenza di maghi nel loro esercito.
“Ora passo a spiegarti quale sarà il tuo compito.” Naaria si fece più vicina ad Amor. “Il nemico che dovrà attraversare le montagne per raggiungerci, userà un valico, lungo circa 3 chilometri e molto stretto. Tu dovrai innalzare una barriera su una squadra di incursori, così da proteggerli dagli attacchi degli sciamani nemici, e dargli il tempo di arrivare all'imboccatura del canyon, dove potranno rallentare l'avanzata dei nemici, e dovrai dare la possibilità ai draghi di neutralizzare gli sciamani.”
Amor era rimasta a bocca aperta. Non riusciva a dire nemmeno una parola.
Come aveva potuto Drevion anche solo pensare che lei sarebbe riuscita a proteggere un'intera squadra incursiva e sostenere i draghi per annientare i maghi?
Prima che Amor si potesse riprendere e potesse anche solo pensare di protestare Naaria proseguì.
“Naturalmente non sarai sola, sappiamo benissimo che non hai sufficiente potere, e nemmeno Drevion da solo avrebbe tale potere. Per questo entriamo in gioco noi guaritori.”
Amor era ancora più scioccata. E ora cosa c'entravano i guaritori? Non potevano certo combattere.
“Noi ti trasmetteremo il nostro potere.” Proseguì Naaria. “Drevion mi ha detto che ogni mago sa come poter accedere alla fonte di potere di un' altro mago. Il potere dei guaritori è molto simile a quello dei maghi, quindi con un minimo di esercizio potrai essere in grado di prelevare il potere necessario da noi. Noi saremo la tua fonte di potere, ti sosterremo.”
Amor era ancora completamente scioccata. Sapeva che in teoria quella era una cosa fattibile. Ma in pratica era un cosa molto difficile e pericolosa.
“Questa operazione richiede la mia presenza in prima linea, perché se sarò troppo lontana sprecherò inutilmente energia per mantenere lo scudo, inoltre voi non potrete essere troppo lontani, perché nello spazio che corre tra voi e me il potere andrebbe perso.” Ritrovando la parola, espresse i suoi dubbi.
“Ragul ha già pensato a come tenerti al sicuro. Ti affiderà alle cure di uno dei suoi draghi più forti, lui ti proteggerà e tu potrai concentrarti completamente sul tuo compito. Dovrai proteggere gli incursori il tempo necessario ad oltrepassare gli sciamani, che intanto saranno attaccati dai draghi” Naaria era preparata a quelle domande. “E noi saremo nascosti in una piccola caverna riparata e sicura, ma vicinissima al punto dove ti troverai. Anter aveva già spedito alcuni gruppi di esploratori in avanscoperta e ha trovato il punto adatto dove aspetteremo l'esercito nemico.”
Amor si sentiva frastornata. Drevion le aveva rovesciato sulle spalle un peso enorme. Solo in quel momento se ne rendeva conto.
I capitani stavano ponendo tutto nelle sue mani. Se avesse anche solo sbagliato un passaggio a pagarne le conseguenze sarebbero stati centinaia di elfi, che si sarebbero trovati indifesi contro gli attacchi magici del nemico.

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