Amor entrò nella tenda circa dieci minuti dopo che il messaggero si era presentato alla sua tenda.
Era esitante,non era riuscita a capire il motivo di tanto trambusto a quell'ora così insolita, e inoltre non capiva cosa i capitani potessero volere da lei.
"Buonasera, mi è stato comunicato di recarmi immediatamente qui" Amor spezzò il silenzio con voce flebile.
"Ti ho fatta chiamare io, Amor. Purtroppo dobbiamo chiederti un grande favore." Naaria si alzò dalla sedia e le si fece incontro, cercando di rassicurarla.
"Se posso esservi utile ne sarò onorata e farò del mio meglio per portare a termine qualunque compito mi darete." Si sentiva nervosa e questa emozione trapelava dal tono della sua voce.
"Non essere così formale, vieni, siediti così ti potremo spiegare perché sei stata convocata qui." Asplie, come era nel suo carattere cercò di far sentire a suo agio Amor. La fece sedere e le offrì una spremuta di Bargil, un piccolo frutto triangolare di colore viola che cresceva su grandi alberi dalle foglie gialle.
Amor si sedette volentieri perché sentiva le ginocchia tremare, e accettò il bicchiere che Asplie le offriva, con gratitudine.
Amor non aveva mai avuto occasione di osservare così da vicino Asplie. Era alta e snella. Il volto a forma di cuore aveva lineamenti dolci. I suoi occhi erano di un intenso blu cobalto, sempre sorridenti e allegri. Il volto perfetto, era incorniciato da una cascata di lisci capelli biondi, che teneva legati dietro la nuca con un nastro azzurro.
Amor raccolse un po di coraggio e si rivolse a Naaria. "In cosa posso esservi utile?"
"Come avrai notato il campo è in fermento. Sono stati svegliati tutti, e allertati." A rispondere era stato Anter.
Tra tutti i presenti, Anter era l'elfo più comune dopo di le. Era di statura media, con corti capelli castani. Amor stimò che potesse avere circa quattrocento anni, Anche il viso aveva tratti completamente comuni, se messo insieme a dei semplici elfi, non si sarebbe affatto presupposto che fosse uno dei Capitani dell'esercito degli elfi.
"Una squadra dei miei esploratori è rientrata al campo meno di un'ora fa. A circa un giorno di cammino davanti a noi, un grande esercito si sta ammassando per fermare la nostra marcia." Anter gli spiegò più nel dettaglio tutto ciò che i suoi esploratori erano riusciti a scoprire sull'esercito nemico, e le spiegò perché la avevano chiamata in quella tenda.
Amor si sentì gelare e per poco non si fece sfuggire di mano il calice contenente il succo di Bargil che le aveva offerto Asplie. Per fortuna ancor prima di essersene resa conto aveva usato la magia e il calice ora fluttuava per aria tutto intero.
"Ma io non ho abbastanza potere per comunicare col Maestro Drevion, la distanza è troppo grande." E per dare più enfasi alle sue parole alzò leggermente la maglia che aveva indossato, mostrando il tatuaggio che aveva sulla pancia, che dimostrava che lei era solo una maga mediocre.
"So che per te sarà una prova ardua, ma abbiamo assoluto bisogno del tuo aiuto. Se non facciamo questo tentativo ci ritroveremo in svantaggio contro un' esercito che non potremo contrastare." Naaria le si avvicinò e le prese le mani.
Amor si sentiva schiacciata dal peso della richiesta che le avevano fatto. Come poteva lei, maga dai poteri mediocri, che era stata allontanata perfino dal Palazzo dei Maghi mentre gli altri maghi vi erano stati richiamati, effettuare una magia così complicata e comunicare con Drevion?
La stretta di Naaria si fece più forte, ma non le fece male, in quella stretta Amor percepì tutta l'aspettativa e la fiducia che Naaria riponeva in lei. Non poteva deluderla.
Si alzò e si liberò gentilmente dalla mano di Naaria, le sorrise e si rivolse ai presenti. "Va bene, facciamo questo tentativo, ce la metterò tutta."
Chiese ai capitani di stare seduti ai propri posti, e di cercare di fare meno rumore possibile, aveva bisogno di concentrarsi.
Allontanò ogni pensiero dalla mente, e cercò di richiamare a se tutto il potere che albergava dentro al suo corpo. Non era molto, ma se lo sarebbe fatto bastare.
Concentrò la sua mente sul respiro regolare di Naaria che le era rimasta vicina. Questo la aiutò a scendere in uno stato di concentrazione ancora maggiore. Il tempo e lo spazio smisero di esistere. Sentiva solamente il respiro regolare di Naaria e il suo potere che cominciava a risvegliarsi al suo richiamo.
Alzò lentamente una mano, e con il palmo aperto formò una piccola palla rotonda.
La palla cominciò a roteare davanti agli occhi dei capitani.
Fatto questo, Amor si concentrò nuovamente al massimo e proiettò i propri pensieri verso la città, verso il Palazzo dei Maghi e Drevion.
Lì per lì non ricevette risposta. La cosa la fece vacillare. Sentì vicino a se la tensione crescere.
Non poteva arrendersi dopo solo un tentativo.
Questo spazio è dedicato a tutti gli amanti dei libri fantasy. Qui di seguito riporterò il libro che sto provando a scrivere, sperando in un vostro giudizio. E' la prima volta che mi cimento nella stesura di una mia idea, quindi non siate troppo cattivi :-P P.S. se non volete lasciare commenti almeno lasciatemi una reazione (spunta in una delle tre caselline sotto i post) così che io possa capire se vi piace oppure no! P.P.S. Ho riscritto i primi capitoli,sperando che così scorrano meglio.
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