Amor restò interdetta per alcuni secondi, poi si riscosse.
“Beh sinceramente mi sembra strano che una guaritrice con il tuo potere possa sentirsi affascinata da magie di così basso livello.” Dopo aver pronunciato quel pensiero ad alta voce Amor arrossì e abbassò la testa. Era stata troppo sfacciata, anche se Naaria si comportava da amica lei era comunque uno dei Nove Capitani.
“Hai ragione, so che la cosa possa sembrare strana.” Naaria le sorrise rassicurante, anche stavolta aveva capito cosa passasse per la mente di Amor. “Devi sapere che mio padre era un mago, anche se di basso livello, da piccola spesso mi intratteneva con piccoli trucchi di magia. Crescendo il mio più grande sogno era quello di diventare una maga come lui.” Negli occhi di Naaria era apparso un velo di tristezza.
“Invece crescendo in me cominciarono ad apparire i primi segni della magia della guarigione” dicendo questo si sollevò la camicia mostrando ad Amor il piccolo Tatuaggio che si trovava sulla sua pancia piatta e tesa. Quel tatuaggio mostrava un piccolo albero carico di frutti.
“A trent'anni sulla mia pancia apparve il germoglio dei guaritori.” Sul suo viso apparve un piccolo sorriso. “Mio padre mi sorprese organizzando una grande festa e si mise alla ricerca di un bravo maestro per me. Iniziai il mio addestramento dopo nemmeno due settimane.
Dopo i primi dieci anni il mio germoglio si era già evoluto ed ara apparso un piccolo alberello. Dopo altri venti anni avevo un bell'albero in fiore. Mio padre era sempre più orgoglioso di me.” Gli occhi di Naaria si riempirono di lacrime. Amor non riusciva a capacitarsi di ciò che stava succedendo. Naaria si stava confidando con lei. Com'era possibile?
“L'evoluzione del mio potere si fermò, per oltre cent'anni l'alberò non mutò più.” Naaria prese un grande respiro.
“All'età di centosessanta anni fui chiamata a seguire l'esercito. Ero molto giovane, troppo per andare in guerra, ma il periodo non era dei più pacifici. I nemici spingevano ai confini, distruggevano e saccheggiavano tutto ciò che potevano. Nell'inverno del mio centosessantacinquesimo compleanno un grande esercito riuscì a rompere le difese e a penetrare nelle nostre terre, l' esercito venne mandato subito ad affrontare i nemici. Anche mio padre fu richiamto.” La voce di Naaria si incrinò leggermente.
“Fu una battaglia lunga e sanguinosa, riuscimmo a respingere il nemico, ma riportammo grandi perdite. Mio padre era tra questi. Morì mentre cercavo in tutte le maniere di salvarlo. Ma il mio potere a quel tempo non era sufficiente.” Naaria si interruppe asciugandosi una piccola lacrima solitaria che le era scesa lungo la guancia.
“Dopo nemmeno un mese dalla morte di mio padre il tatuaggio sulla mia pancia mutò nuovamente e diventò questo bell'albero carico di frutti. Era il simbolo del mio grande potere. Pochi elfi alla mia età potevano anche solo sperare di avere il simbolo dell'albero in fiore. Avevo un grande potere dentro di me, ma comunque non ero riuscita a salvare mio padre. E questo mi faceva soffrire molto. Per questo da quel giorno mi impegnai giorno e notte a migliorare. Nessuno doveva più morire, io sarei riuscita a guarire più elfi possibili.” Naaria riprese fiato lentamente.
“Così mio padre sarebbe stato sempre fiero di me.” Finalmente Naaria si riscosse da quel turbine di ricordi.
“Comunque ciò non toglie che sono sempre stata affascinata dalla magia, per questo anche le piccole magie che per te sembrano sciocchezze per me sono cose meravigliose.” Finalmente un gran sorriso comparve sulle labbra di Naaria.
“Adesso finalmente capisco. Deve essere stata dura per te superare la morte di tuo padre.” Amor si sentiva triste per la storia che aveva appena sentito. Per Naaria doveva essere stata dura veder morire il proprio padre sotto i suoi occhi senza avere la possibilità di fare nulla.
“Comunque adesso basta con questi discorsi tristi, il passato ormai ci è alle spalle e dobbiamo lasciarlo lì dove è, dobbiamo andare avanti e crescere.” Naaria ora sembrava tornata l' elfa di sempre.
Amor si sentiva una bambina vicino a lei, anche se erano praticamente coetanee Naaria aveva già una saggezza propria solo dei più anziani tra gli elfi.
La storia del padre non doveva essere l'unica storia triste che Naaria si era lasciata alle spalle.
Amor inciampò in una zolla di terra e si rese conto che erano giunte alla grande tenda circolare che veniva usata come sala mensa.
Entrarono in silenzio. All'interno c'era un gran vociare. Nonostante l'ora tarda i tavoli erano quasi tutti pieni. L'esercito era grande e veniva servita la cena a più ore, così da garantire il pasto per tutti.
Naaria le passò davanti, ma non si diresse verso il tavolo dei capitani, dove stavano mangiando e conversando animatamente Simir e Anter.
Invece si diresse verso il punto più lontano, e mentre passava tra le varie tavolate salutava tutti quelli che le rivolgevano la parola.
Amor la seguiva a testa bassa, sentiva i commenti dei guaritori che incontrava. Tutti si chiedevano perché Naaria concedesse così tanto tempo a quella maga, che doveva essere così debole da non esser nemmeno voluta al Palazzo dei Maghi.
Quei sussurri provocavano ad Amor piccole fitte di dolore, non solo nel suo orgoglio, ma anche nella sua autostima.
Sulla sua pancia sentiva bruciare il piccolo tatuaggio a forma di yin&yang sormontato sulla sinistra da due piccoli soli, ulteriore dimostrazione della sua mediocrità.
Naaria le si fece vicina e le mise una mano sulla spalla. “Non far caso a quel che dicono, se Devrion ti ha voluta mandare qui di sicuro avrà avuto i suoi buoni motivi. Fidati di lui e lascia perdere chi parla solo per gelosia” Pronunciò queste parole abbastanza forte perché il gruppetto che la aveva appena derisa sentisse, e infatti i volti dei sei guaritori divennero rossi all'istante, alcuni tossirono e si misero a parlare tra di loro, altri fecero finta di riprendere a mangiare e altri ancora strinsero i pugni frustati per il rimbrotto.
“Grazie Naaria, per me è veramente dura credere che quello che hanno detto quei sei non sia vero. Mi chiedo ogni giorno perché il Maestro Devrion mi abbia voluto punire e allontanare dal resto dei maghi.” Gli occhi di Amor si riempirono di lacrime, che furono subito ricacciate indietro con frustrazione. Non poteva mostrarsi così debole davanti ad un capitano.
“Amor non devi sforzarti, capisco che per te tutto questo sia duro, ma io credo in Drevion e nella sua saggezza. Sono sicura che se ti ha voluta qui avrà avuto un buon motivo. Tieni duro e vedrai che presto arriveremo in città e potrai tornare alle tue normali mansioni.” Naaria aveva usato un tono così gentile che per un attimo Amor avrebbe voluto veramente poter credere a quelle parole.
Si sedettero ad un tavolo isolato.
Quasi subito arrivò un elfo con il pasto e cominciarono a mangiare.
Durante la cena la conversazione fu più leggera e divertente.
Ogni tanto Amor si buttava un occhio alle spalle e guardava il gruppetto di guaritori che continuava a osservarle e notava i visi lividi di quei sei. Vista con occhi esterni l'amicizia che Naaria dimostrava per Amor poteva proprio sembrare compassione. Invece Amor era sicura che Naaria nei suoi confronti non provasse per niente compassione, ma a muoverla erano altri sentimenti che però non era ancora riuscita a comprendere.
Finita la cena Amor si congedò e si ritirò nella sua tenda, il mal di testa le era aumentato.
Fu svegliata da un gran frastuono. Non riusciva a capire da quale parte del campo provenisse tutto quel baccano.
Ancora insonnolita si avvicinò alla ciotola dell'acqua e si lavò il viso, così da schiarirsi le idee.
Il frastuono crebbe e si diffuse un po' per tutto il campo. Doveva essere successo qualcosa di grosso perché l'intero esercito venisse svegliato così nel bel mezzo della notte.
Quando giunse il messaggero nella sua tenda, Amor era già completamente vestita e sveglia.
“Maga Amor, i capitani la vogliono nella tenda centrale.”
Questo spazio è dedicato a tutti gli amanti dei libri fantasy. Qui di seguito riporterò il libro che sto provando a scrivere, sperando in un vostro giudizio. E' la prima volta che mi cimento nella stesura di una mia idea, quindi non siate troppo cattivi :-P P.S. se non volete lasciare commenti almeno lasciatemi una reazione (spunta in una delle tre caselline sotto i post) così che io possa capire se vi piace oppure no! P.P.S. Ho riscritto i primi capitoli,sperando che così scorrano meglio.
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